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da MArte

Come nasce un nuovo museo. Intervista a Mario Codognato su Sonnabend Collection Mantova

di Redazione

A pochi giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo museo d’arte contemporanea dedicato alla Collezione Sonnabend e allestito nel Palazzo della Ragione di Mantova, abbiamo chiesto al direttore artistico Mario Codognato di ripercorrere insieme a noi le fasi di realizzazione di un progetto ambizioso

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Tutto pronto per il 29 novembre 2025, data in cui Sonnabend Collection Mantova schiuderà le sue porte al pubblico, invitato ad ammirare le opere di una delle collezioni d’arte contemporanea più celebri al mondo nella cornice del Palazzo della Ragione. Il direttore artistico Mario Codognato ci ha raccontato come nasce un nuovo museo.

Quali sono le principali tappe operative che hanno caratterizzato lo sviluppo del progetto – dall’ideazione all’imminente inaugurazione?
Un percorso tortuoso con un risultato lineare. Una concatenazione di eventi serendipici e di abbattimento dei gradi di separazione. Toto Bergamo Rossi, un carissimo amico di Venezia e responsabile di Venetian Heritage, è un gran frequentatore di Mantova e conosceva bene il sindaco Mattia Palazzi. Quest’ultimo gli parlò del Palazzo della Regione nel centro della città e di una ricerca di una destinazione d’uso d’altissimo livello culturale. Toto me ne parlò e a mia volta gli dissi che la Sonnabend Collection con cui sono in rapporti stretti da sempre cercava una casa definitiva per ospitare i loro capolavori. Abbiamo messo tutti insieme e quattro anni dopo siamo pronti per inaugurare un nuovo straordinario museo d’arte moderna. Nel racconto ho tralasciato i nomi di tantissimi altri straordinari personaggi che a Mantova ci hanno assistito e aiutato.

Quali professionisti sono stati coinvolti durante la costruzione di Sonnabend Collection Mantova e come avete strutturato il dialogo con il tessuto cittadino e con le sue istituzioni?
Lo straordinario progetto allestitivo è stato concepito dall’architetto mantovano Federico Fedel che assieme al presidente della Fondazione Sonnabend Collection, Antonio Homem, ha suddiviso lo spazio, il volume unico del Palazzo della Ragione in undici grandiose sale espositive. L’avvocato Ezio Zani ci ha seguito in tutto il percorso legale.

Quali sono le logiche e le scelte alla base del percorso espositivo?
Dicevamo undici stanze, dove in ordine cronologico, e per assonanze tematiche e storico-geografiche, si ricostruisce il percorso dell’arte americana ed europea della seconda parte del secolo scorso.

In quale modo Sonnabend Collection Mantova interagisce con gli spazi del Palazzo della Ragione?
La sequenza, l’infilade, delle stanze è concepita in modo tale da mantenere sempre la percezione dell’edificio medievale e di vedere gli straordinari affreschi che lo decorano.

A quali tipologie di pubblico avete pensato durante le varie fasi progettuali? E quali strumenti e strategie adotterete per garantire il coinvolgimento dei visitatori?
La divisione per stanze progettate per contenere le varie fasi della collezione, nonché del percorso storiografico che rappresentano, permette un approfondimento anche al grande pubblico non specialistico. Ogni sala sarà dotata di una spiegazione sintetica delle opere e dei movimenti artistici a cui appartengono.

Quali sono – se esistono – i modelli museali ed espositivi da cui vi siete lasciati ispirare?
È un caso troppo peculiare, la combinazione tra un edificio medievale di queste dimensioni e la particolarità della collezione. Quindi nessun modello, ma una progettazione dedicata.

Intervista a cura di Arianna Testino

https://www.sonnabendmantova.it

BIO
Mario Codognato 
è stato Curatore capo del MADRE di Napoli fin dalla sua fondazione nel 2005. In questo ruolo, ha curato tra le altre le retrospettive di Jannis Kounellis (2006), Rachel Whiteread (2007), Thomas Struth (2008) e Franz West (2010). In precedenza, ha diretto il progetto arte contemporanea del Museo Archeologico di Napoli, dove ha curato le mostre di Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) e la prima retrospettiva museale di Damien Hirst (2004). Dal 1999 ha curato i progetti pubblici site-specific per Piazza del Plebiscito a Napoli, tra cui Robert Rauschenberg (1999), Joseph Kosuth (2001), Sol LeWitt (2005), Jenny Holzer (2006), Jan Fabre (2008) e Carsten Nicolai (2009). Ha curato mostre per altre istituzioni e scritto saggi per i relativi cataloghi sul lavoro di Alighiero Boetti (1992 e 1999), Richard Long (1994 e 1997), Gilbert & George (1998), Jan Fabre (1999), Brice Marden (2001), Wolfgang Laib (2005), Candida Höfer (2013), Douglas Gordon (2017) ed Ed Ruscha (2019). Ha curato varie mostre tematiche, Barock al MADRE nel 2009 e Fragile? alla Fondazione Cini di Venezia nel 2013. Dal 2014 al 2016 è stato Chief Curator della 21er Haus of the Belvedere in Vienna, dove ha organizzato, tra le altre mostre, retrospettive di Olafur Eliasson, Tomás Saraceno e Sterling Ruby, e l’esposizione Sleepless, sulla storia e sul ruolo del letto nell’arte. Tra i progetti più recenti ci sono Anish Kapoor al Macro di Roma (2017) e alla Houghton Hall di Norfolk (2019), Damien Hirst alla Houghton Hall di Norfolk (2018), alla Galleria Borghese di Roma (2021), e Georg Baselitz al Museo di Palazzo Grimani a Venezia (2021). Dal 2016, Codognato è Direttore della Anish Kapoor Foundation e dal 2022 Direttore di Berggruen Arts & Culture.

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