GILBERT & GEORGE
dal 10 settembre 2026 al 5 aprile 2027

Il legame tra Gilbert & George e la galleria Sonnabend risale al 1971, anno in cui la celebre The Singing Sculpture ne inaugurò la sede di New York, segnando l’inizio di un sodalizio umano e professionale durato decenni.

A quasi vent’anni dall’ultima importante presenza monografica in Italia, la Sonnabend Collection – che a Mantova conta già nel proprio percorso espositivo permanente la presenza della storica opera Berries (1985) – propone a Palazzo della Ragione un focus approfondito e di grande rigore concettuale. Si tratta di una selezione di otto opere emblematiche che arrivano in Italia per la prima volta, che ripercorrono i passaggi chiave di quasi sessant’anni di carriera e affrontano i loro temi cardine: dal sesso alla politica, dalla religione all’identità urbana, fino alla mortalità.

Il percorso espositivo si struttura sul dialogo diretto tra le stagioni degli esordi e la produzione recente. Il punto di partenza è rappresentato dai monumentali disegni a carboncino di The Bar II (1972), uno spazio sospeso, silenzioso e melanconico.

Dagli anni Ottanta lo sguardo si sposta verso i celebri e coloratissimi quadri su grande scala disposti a griglia geometrica, che riflettono il microcosmo del nostro mondo. Attraverso questa tecnica inconfondibile, la mostra attraversa capitoli dissacranti e provocatori come Piss off! (2014), un grido di ribellione visiva contro i tabù sociali, l’inquietudine urbana ed esasperata di Bale (2013), fino alle visioni ironiche e surreali di Beardway (2016), dove le loro sembianze si mascherano dietro l’ossessione contemporanea per le barbe, trasformandoli in divinità pop contemporanee.

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La Sonnabend Collection Mantova accoglie la mostra di Gilbert & George
Racconti da MArte
In concomitanza con la trentesima edizione del Festivaletteratura, Palazzo della Ragione a Mantova – ospite dei capolavori della marsilioarte.it/magazine/mantova-collezione-sonnabend-palazzo-della-ragione/" target="_blank" rel="noopener">Sonnabend Collection – alza il sipario sulla mostra di Gilbert & George, la cui storia incontrò quella della galleria Sonnabend nel 1971, quando la loro performance The Singing Sculpture inaugurò la sede di New York.
A distanza di decenni, questo legame si rinnova grazie all’arrivo, fra le sale di Sonnabend Collection Mantova, di otto opere emblematiche della poetica del duo britannico, aggiungendosi temporaneamente a Berries (1985), l’intervento già incluso nell’itinerario permanente di Palazzo della Ragione.
Lungo un percorso che si snoda attraverso la produzione di Gilbert & George, emergono i temi portanti della loro ricerca – dalla politica al sesso, dalla religione all’identità urbana all’immortalità ‒ e le tecniche utilizzate – dai poderosi disegni a carboncino di The Bar II (1972) ai celebri interventi fotografici a griglia geometrica come Piss off! (2014), Bale (2013) e Beardway (2016). Interpellato per noi dal curatore e direttore artistico Mario Codognato sul passaggio dai disegni di grandi dimensioni alla fotografia, il duo ha sottolineato il fatto che la loro arte nasce dalla loro testa, dalla loro anima e dal sesso, mentre l’incontro con Ileana Sonnabend è descritto usando queste parole: “1971, LIVING SCULPTURE, Show Room du Jardin Stores Louise, Bruxelles: una signora anziana si avvicinò a noi. ‘Mi chiamo Ileana Sonnabend. Sto aprendo una galleria a New York e vorrei che foste voi i protagonisti della prima mostra’. Fu così che incontrammo Ileana per la prima volta. Il resto è storia”.
In parallelo alla mostra, Sonnabend Collection Mantova aggiorna il proprio allestimento permanente, nel solco di una dinamicità che da sempre caratterizza la raccolta. Campbell’s Soup Can (Turkey noodle) di Andy Warhol e Large Spool di Roy Lichtenstein lasciano momentaneamente le sale a favore dell’ingresso di tre lavori su carta realizzati da Roy Lichtenstein nei primi anni Sessanta del secolo scorso ‒ AIRPLANE (1961), MAN WITH COAT (1961) e KNOCK KNOCK (1961) ‒ e di quattro tele di Andy Warhol dedicate ai Flowers del 1964. La sezione intitolata a Jeff Koons accoglie due opere degli esordi ‒ Buster Keaton (1988) e Jim Beam ‒ Barrel Car (1986) in sostituzione di Wild Boy and Puppy (1988) e Gazing Ball (Standing Woman) (2014).

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