Esiste un momento preciso in cui un individuo comincia a diventare irraggiungibile. Non è la morte, non è ancora l’assenza: è qualcosa di più sottile e più feroce, uno scivolamento lento che trasforma i luoghi conosciuti in labirinti e il tempo in una sostanza senza forma. È in questo spazio sospeso che si colloca Cartography of Solitudes, il libro fotografico pubblicato da Marsilio Arte in cui il duo RiseUp – Giovanni Gallio e Sara Capovilla – affronta la malattia dell’Alzheimer attraverso la narrazione di una madre.
Il volume, con testi di Gianmarco Pacione che offrono una cornice narrativa tesa a congiungere la dimensione personale a quella universale del racconto, documenta il decorso della malattia attraverso 70 fotografie che mutano progressivamente nel registro visivo: dai colori saturi e dalla nitidezza della fase iniziale, passando per composizioni sempre più frammentate e disorientate, fino al nero denso della fase più acuta e al bianco definitivo della perdita totale della memoria. Non si tratta di un racconto clinico né di un memoir sentimentale, ma di un progetto che usa la fotografia come strumento per rendere visibile ciò che la malattia sottrae (la memoria, l’identità, la relazione). Ogni sezione del volume corrisponde a una soglia: non c’è redenzione nel percorso, ma una lucidità formale che trasforma il dolore privato in un’esperienza condivisibile, capace di parlare a chiunque abbia vissuto, da qualunque parte, la vicinanza con questa malattia.
28 €