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Quando ero allieva del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia. Il racconto di Katia Ricciarelli

di Katia Ricciarelli

Soprano lirico di fama planetaria, Katia Ricciarelli mosse i primi passi nel mondo del canto al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Parola d’ordine: determinazione, come spiega lei stessa rendendo omaggio alla scuola che l’ha accompagnata verso una carriera eccezionale e che oggi compie 150 anni. A celebrare la storica istituzione c’è anche il volume pubblicato da Marsilio Arte

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Fin da ragazzina, ero sicura di volere Iris Adami Corradetti come mia maestra, tanto è vero che, quando avevo tredici anni, ebbi il coraggio di viaggiare da Rovigo a Venezia nel giorno in cui si teneva la riunione degli insegnanti del Conservatorio Benedetto Marcello in vista del nuovo anno scolastico. Mi presentai alla docente e le dissi che avrei voluto studiare con lei. Colpita, mi rispose che era troppo presto e che sarei dovuta tornare qualche tempo dopo. Me ne andai con le pive nel sacco, ma poi tornai, al momento giusto, e con grande impegno iniziai a studiare con lei, che fu l’unica insegnante della mia vita. Devo molto a Venezia, al Conservatorio e ai suoi insegnanti. Una volta lì, fui presa da padre Pellegrino Ernetti, che faceva canto gregoriano sull’isola di San Giorgio Maggiore e cercava cantanti per il coro. Mi prese, appunto, in un momento in cui il gregoriano lo conoscevano in pochi e ottenni il diploma. Ricevetti grandi insegnamenti da tutto il Conservatorio, ne sono orgogliosa. Vivevo di fronte al Conservatorio, in una stanza molto piccola. Le risorse erano poche, ma non mi importava, mangiavo uova sode pur di studiare e so cosa significa la determinazione. Per fortuna sono sempre stata circondata da persone capaci – sia fra i docenti sia fra le mie amicizie. Ho sempre avuto le idee chiare, sono cresciuta con mia madre e le mie sorelle, desideravo ottenere dei risultati non soltanto per me, ma anche per la mia famiglia.
Non ho mai vissuto momenti negativi durante la mia formazione, sono orgogliosa di ciò che ho fatto e di dove l’ho fatto. Il Conservatorio di Venezia è un luogo straordinario: la sua bellezza e quella di Venezia, oltre all’amore per ciò che facevo, resero quel momento della mia vita davvero incredibile. Abitai a Venezia per dieci anni. Mia madre, che faceva la bidella, ebbe il coraggio di lasciare Rovigo e di venire ad abitare con me in città per non lasciarmi sola. Si trattò veramente di un percorso di famiglia, caratterizzato dal grande amore verso ciò che facevo. Fu tutto perfetto.
Oggi cerco di trasferire questo bagaglio ai giovani che seguo, perché senza una simile disciplina non si va da nessuna parte. Cerco di far capire loro cosa significhi impegnarsi per il canto: non si tratta soltanto di avere la voce, ma di educarla. Io frequentavo sempre persone più anziane di me, le quali erano al corrente di molte cose di cui io non sapevo nulla e che volevo imparare. Apprendere è fondamentale e bisogna fare tesoro di chi può aiutarci a farlo. È necessario studiare, imparare, non basta possedere il dono del canto. Noi abbiamo il dovere di fare e sapere molto di più perché siamo davanti a un pubblico. Luoghi come il Conservatorio Benedetto Marcello insegnano anche questo e spero che i giovani tengano stretta la loro voglia di fare e le loro passioni – aspetti fondamentali se desiderano imparare questa professione.

Katia Ricciarelli

BIO
Katia Ricciarelli, nata a Rovigo il 18 gennaio 1946, è una delle più celebri interpreti della lirica italiana a livello internazionale.
Dopo gli studi al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, sotto la guida del soprano Iris Adami Corradetti, debutta nel 1969 nel ruolo di Mimì ne La bohème di Giacomo Puccini. Nel 1971 conquista il primo premio al Concorso Internazionale Voci Verdiane della RAI, dando inizio a una straordinaria carriera internazionale.
Si esibisce nei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra, l’Opéra di Parigi e il Teatro Bol’šoj di Mosca, collaborando con grandi direttori d’orchestra e artisti di fama mondiale.
Particolarmente apprezzata per la bellezza del timbro, l’eleganza del fraseggio e l’intensità interpretativa, affronta un vasto repertorio che spazia da Rossini, Bellini e Donizetti a Verdi e Puccini, lasciando un’impronta significativa nella storia dell’interpretazione operistica.
Accanto alla carriera musicale, si dedica al cinema e alla televisione, ottenendo nel 2006 il prestigioso Nastro d’argento per la sua interpretazione nel film La seconda notte di nozze di Pupi Avati.
Da sempre attenta alla formazione delle nuove generazioni, fonda l’Accademia Lirica Internazionale Katia Ricciarelli, dedicandosi alla valorizzazione e alla crescita dei giovani talenti.
La sua carriera rappresenta un importante esempio di dedizione all’arte, passione per la musica e impegno nella diffusione della cultura lirica italiana nel mondo.

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