Un biglietto, cinque secoli d’arte. Chi desidera partire per un viaggio che attraversa i secoli, dal Rinascimento all’epoca recente, ora ha uno strumento in più: il biglietto congiunto che permette di accedere alla Sonnabend Collection Mantova e a Palazzo Te. Ne abbiamo parlato con i due direttori, Mario Codognato e Stefano Baia Curioni
Mantova è uno scrigno che racchiude un patrimonio artistico eccezionale, al quale si sono recentemente aggiunti i capolavori della Sonnabend Collection, esposti fra le sale di Palazzo della Ragione. Grazie al biglietto congiunto, i visitatori possono ora accedere a Sonnabend Collection Mantova, Palazzo Te, Museo Mantova Collezioni Antiche e Tempio Alberti entro 48 ore dalla prima esperienza, percorrendo un itinerario che azzera le distanze fra le epoche.
Mario Codognato, direttore artistico di Sonnabend Collection Mantova, e Stefano Baia Curioni, direttore della Fondazione Palazzo Te, riflettono sui benefici e sulle potenzialità di questa iniziativa.
L’introduzione del biglietto d’accesso congiunto a Palazzo Te e Sonnabend Collection Mantova rafforza il dialogo fra due istituzioni che contribuiscono a definire l’identità culturale della città. Quali sono le caratteristiche e i punti di forza di questo dialogo?
Mario Codognato: Il biglietto congiunto rende evidente e possibile l’opportunità di fruire simultaneamente di due offerte culturali ed espositive apparentemente diverse ma sicuramente complementari e facilmente raggiungibili tra loro.
Stefano Baia Curioni: Il dialogo tra Palazzo Te e Sonnabend Collection è centrale nel testimoniare l’esigenza di una cultura del contemporaneo, che possa congiungere lo sguardo sul patrimonio culturale e la conoscenza dell’arte contemporanea.
Palazzo Te è un luogo di produzione contemporanea, in cui il patrimonio è proposto come fonte di ispirazione per progetti e visioni contemporanee. Sonnabend Collection è una straordinaria raccolta di produzioni contemporanee, inserita in un contesto storico, che porta in evidenza i linguaggi e le forme rappresentative che hanno percorso uno dei periodi più fecondi dell’arte americana ed europea.
La collaborazione tra Palazzo Te e Sonnabend Collection quali prospettive apre rispetto all’offerta culturale mantovana nei confronti di chi vive in città ma anche dei visitatori esterni?
Mario Codognato: La prima metà del Cinquecento e la seconda metà del Novecento sono rappresentate al massimo livello dal punto di vista artistico in queste due istituzioni e quindi permette e incoraggia il più ampio raggio di collaborazione e di programmazione congiunta.
Stefano Baia Curioni: Ovviamente l’offerta completa una gamma di sollecitazioni che finora non era presente, e che si estende dall’alto medioevo alla più recente modernità, portando Mantova sulla mappa dell’arte globale.
La contemporaneità della Sonnabend Collection entra in relazione con il lascito di un passato importante, in cui figure come Giulio Romano e Andrea Mantegna hanno giocato un ruolo essenziale. Quali benefici e opportunità possono derivare da questo incontro?
Mario Codognato: L’arte è sempre contemporanea e questa doppia offerta ribadisce questo assunto.
Stefano Baia Curioni: La contemporaneità non è prerogativa dell’arte contemporanea. L’incontro con il patrimonio culturale è un atto di cultura contemporanea, come indicato anche dalla convenzione di Faro, un atto che crea comunità culturali e identitarie. Allo stesso modo la collezione Sonnabend è talmente importante da restituire una visione storica e storicizzata delle pratiche artistiche newyorkesi ed europee tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Ma anch’essa non è un “museo”, offre innumerevoli stimoli di creatività per ciascuno di noi.
Intervista a cura di Arianna Testino
https://www.sonnabendmantova.it/
https://www.centropalazzote.it/
BIO
Mario Codognato è stato Curatore capo del MADRE di Napoli fin dalla sua fondazione nel 2005. In questo ruolo, ha curato tra le altre le retrospettive di Jannis Kounellis (2006), Rachel Whiteread (2007), Thomas Struth (2008) e Franz West (2010). In precedenza, ha diretto il progetto arte contemporanea del Museo Archeologico di Napoli, dove ha curato le mostre di Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) e la prima retrospettiva museale di Damien Hirst (2004). Dal 1999 ha curato i progetti pubblici site-specific per Piazza del Plebiscito a Napoli, tra cui Robert Rauschenberg (1999), Joseph Kosuth (2001), Sol LeWitt (2005), Jenny Holzer (2006), Jan Fabre (2008) e Carsten Nicolai (2009). Ha curato mostre per altre istituzioni e scritto saggi per i relativi cataloghi sul lavoro di Alighiero Boetti (1992 e 1999), Richard Long (1994 e 1997), Gilbert & George (1998), Jan Fabre (1999), Brice Marden (2001), Wolfgang Laib (2005), Candida Höfer (2013), Douglas Gordon (2017) ed Ed Ruscha (2019). Ha curato varie mostre tematiche, Barock al MADRE nel 2009 e Fragile? alla Fondazione Cini di Venezia nel 2013. Dal 2014 al 2016 è stato Chief Curator della 21er Haus of the Belvedere in Vienna, dove ha organizzato, tra le altre mostre, retrospettive di Olafur Eliasson, Tomás Saraceno e Sterling Ruby, e l’esposizione Sleepless, sulla storia e sul ruolo del letto nell’arte. Tra i progetti più recenti ci sono Anish Kapoor al Macro di Roma (2017) e alla Houghton Hall di Norfolk (2019), Damien Hirst alla Houghton Hall di Norfolk (2018), alla Galleria Borghese di Roma (2021), e Georg Baselitz al Museo di Palazzo Grimani a Venezia (2021). Dal 2016, Codognato è Direttore della Anish Kapoor Foundation e dal 2022 Direttore di Berggruen Arts & Culture.
Stefano Baia Curioni è Professore Associato presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Bocconi. Ha creato e diretto in Bocconi il Centro di ricerca ASK, dedicato a temi di policy e gestione del patrimonio culturale e delle arti, e il Master of Science ACME.
È Visiting Lecturer alla PhD School IMT di Lucca su temi di politiche culturali e del patrimonio. Dal 2000 ha dedicato il suo lavoro di ricerca al tema della trasformazione dei sistemi di produzione e scambio culturale, concentrandosi sul sistema dell’arte contemporanea, sulla gestione del patrimonio culturale e sulla storia dei sistemi di produzione musicale e operistica in Italia. Ha servito come consigliere del ministro Franceschini nel 2014, come componente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, nel consiglio di amministrazione del Piccolo Teatro, della Pinacoteca di Brera e di Fondazione Ratti. Ha servito come presidente della giuria per Capitale italiana della cultura dal 2019 al 2022 e come coordinatore del progetto Capitale italiana della cultura Bergamo Brescia 2023. Dal 2016 è stato prima presidente del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e poi direttore della Fondazione Palazzo Te.
Didascalia completa della penultima immagine:
Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis, installation view, Palazzo Te, Mantova, 4 ottobre 2025 ‒ 31 maggio 2026. Courtesy l’artista, Victoria Miro e Jessica Silverman. © L’artista. Photo: Andrea Rossetti / Palazzo Te
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