Libri

da MArte

Il libro fotografico che racconta l’Alzheimer attraverso la storia di una madre

di RiseUp

Si intitola “Cartography of Solitudes” il volume fotografico pubblicato da Marsilio Arte – in libreria dal 29 settembre 2026 ‒ che raccoglie oltre settanta scatti del duo RiseUp – composto da Giovanni Gallio e Sara Capovilla ‒ e i testi di Gianmarco Pacione ispirati a una malattia capace di sottrarre tempo e memoria. RiseUp ci parla del libro

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Cartography of Solitudes nasce da un’esperienza familiare e dall’impossibilità di trovare parole adeguate per raccontare una malattia che sembra sottrarsi a ogni forma di rappresentazione. L’Alzheimer agisce lentamente, modificando la percezione del tempo, dello spazio, dell’ecosistema familiare e delle relazioni tutte. Il suo avanzare ridefinisce il significato stesso della presenza, trasformando tanto la vita di chi attraversa la malattia, quanto quella di chi gli rimane accanto. Il progetto prende forma all’interno di questo spazio di costante, ineluttabile e dolorosa trasformazione, dove ogni tipo di narrazione lineare risulta insufficiente o, perlomeno, incompleta. L’esperienza dell’Alzheimer procede per slittamenti, vuoti, ripetizioni, improvvise e definitive sospensioni di una memoria che, via via, si fa sempre più delicata e inafferrabile. Attraverso il linguaggio della fotografia contemporanea, Cartography of Solitudes indaga questo senso d’improcessabile instabilità nel paziente e in chi lo circonda, lasciando che sia una sequenza articolata di suggestioni a seguire delicatamente, e non pietisticamente, le complesse fasi della malattia. Le immagini accompagnano il graduale dissolversi di una madre dentro un mondo che perde progressivamente i propri riferimenti. All’inizio, la realtà conserva ancora una sua compattezza: la luce è piena, i colori mantengono profondità, i volti abitano lo spazio con naturalezza, mostrandosi nitidi. Poi, l’equilibrio s’incrina quasi impercettibilmente. La materia stessa dell’immagine diviene incerta. Il tempo del wandering, così caratteristico dell’Alzheimer, emerge nella sensazione di un movimento continuo che non conduce più verso alcun luogo riconoscibile, verso alcuna persona nota. Quando la diagnosi assume una chiara identità, muta nuovamente il flusso visivo del libro. Il nero si espande, i volti si dissolvono, la memoria si ritira sempre più, lasciando dietro di sé soltanto sparuti frammenti. Infine, anche l’oscurità si assottiglia, confluendo in un bianco sospeso che non suggerisce tanto una piena riconciliazione, quanto una soglia oltre la quale ogni esperienza perde di consistenza, divenendo un diafano relitto, ancorato in profondità impossibili da scandagliare. L’opera vuole quindi tracciare una fragile cartografia di quei territori invisibili palesati e, allo stesso tempo, celati nel decorso dell’Alzheimer da luci e ombre destabilizzanti, nella consapevolezza che perdere la memoria equivale a perdere ciò che siamo. E nel desiderio di dare voce anche a chi assiste dall’esterno al disvelamento di questi territori, con tenacia e umana debolezza. Un processo in cui, in conclusione, a rimanere sono solo pietre, custodi stratificate di una memoria altra, destinata a essere eternamente protetta.

RiseUp

BIO
RiseUp sono Giovanni Gallio e Sara Capovilla, duo fotografico radicato tra Verona e Venezia. Da vent’anni, lavorano sinergicamente in dimensioni visuali ibride, esplorando fotografia sportiva, fashion e documentaria, e collaborando con brand e riviste nazionali e internazionali. Oggi il loro sguardo torna al reportage con Cartography of Solitudes, progetto intimo dedicato all’Alzheimer e alle forme di smarrimento che la malattia porta con sé.

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