Indagare l’idea di giardino non è semplice, soprattutto quando si tratta di un pensiero radicato in un passato lontano. Eppure l’opera in tre volumi di Franco Giorgetta riesce nell’impresa, offrendo ai lettori una serie di testimonianze documentarie dal Cinquecento ai giorni nostri
La ricerca sviluppata in questo libro percorre la storia del giardino, o meglio la storia dell’idea di giardino, attraverso le fonti originarie a stampa, dal 1500 a oggi.
Una storia intrigante nei suoi aspetti noti e meno noti. Il percorso si snoda tra più di trecento opere e autori, distribuiti nell’arco dei cinque secoli, ed è diviso in tre parti, sviluppate nei tre volumi: il primo comprende e commenta testi e raccolte di stampe del XVI e XVII secolo, il secondo è dedicato per intero al XVIII secolo, mentre l’ultimo riguarda l’Ottocento e il Novecento.
Il campo d’indagine è dunque formato dalle principali fonti a stampa che trattano del giardino e dell’idea di giardino, nelle quali il pensiero degli autori, teorico, tecnico, descrittivo, poetico o filosofico, espresso in prosa, poesia o immagini, ci giunge integrale, diversamente dal giardino reale, svanito nel tempo, del quale ci restano solo archeologie di tracciati e muti elementi architettonici, e pietre incrostate di muschio, e fontane dove solo in qualche caso una pietosa mano ha nuovamente fatto scorrere acqua.
Ma quei giardini erano fatti anche, e soprattutto, d’altro: fiori, profumi, musica d’acqua, gioia di vita, voli e canti d’uccelli… Nulla di tutto questo è conservato nel nostro cosiddetto giardino storico, nulla che ci possa tramandare il senso e il significato vero, l’emozione della poesia, l’idea che i creatori di quei giardini vollero nelle loro opere manifestare, che troviamo invece intatti in quelle scritte, nelle quali gli autori manifestarono direttamente la loro idea, e quella viva della loro epoca.
Nei giardini restano le parti delle strutture materiali, ma l’idea poetica centrale, e i suoi significati, rapidamente svanirono con l’appassire dei fiori, che nessuno ha sostituito, e sostituirà, con l’invecchiare e il morire degli alberi che nessuno ripianterà, e assieme a essi, con l’estinguersi al primo inverno del danzar lieve di farfalle e dei rapidi voli degli uccelli. Restano le pietre, immobili e mute, sciolte dal complesso intreccio semantico che le legava in unità di significato a ciò che del giardino costituisce la vera struttura e natura poetica: le piante, i fiori, gli elementi della natura, e il giardino sprofonda così nel secolare silenzio, privo degli elementi più significativi, si spegne la sinfonia dei colori e si estingue la musica dei fiori.
La collana di libri descritti non è solo una bibliografia tematica annotata, ma attraverso i commenti, pur brevi, di ogni opera presentata, o gli estratti, purtroppo brevissimi, dei testi, accompagna e traccia un percorso che consente di osservare il giardino e i suoi significati, ora palesi ora nascosti e misteriosi, e le metamorfosi che ha subito nel tempo, rese visibili attraverso le loro fonti prime e autentiche: i documenti ai quali gli autori hanno affidato la trasmissione del proprio pensiero, creativo, critico o cronistico, che ci giunge inalterato, diversamente dalle opere materiali. Si delinea così, nel libro, un giardino di libri, specchio e doppio del giardino reale, in molti casi più concreto e intrigante della realtà stessa delle cose, evanescenti nel tempo.
Franco Giorgetta
BIO
Franco Giorgetta, architetto del paesaggio, appassionato di piante, fiori e giardini, ha fondato e diretto il Corso di perfezionamento in Architettura del paesaggio della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Diversi gli scritti e le mostre, tra questi: I boschi della Valtellina sono i Giardini Pubblici di Milano, Elogio della robinia, Sulla necessità di eliminare i giardini storici, saggio attorno alle problematiche del restauro del giardino per la Soprintendenza di Milano; la mostra I boschi di Maria Teresa alla XVIII Triennale di Milano, oltre a quelle con Virgilio Vercelloni al Castello Sforzesco (Erbacce in mostra, Tulipani in mostra, Camelie in mostra, Rose in mostra). Membro vitalizio della Royal Horticultural Society e della Alpine Garden Society, fa parte anche del Consiglio della Società Orticola di Lombardia e, per vent’anni, della Giuria del Concorso Internazionale della Rosa di Monza. (Purtroppo il roseto da qualche anno non ospita più i concorsi).
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