Sarebbe piaciuto molto al “Kaiser” della moda il volume pubblicato nella versione italiana da Marsilio Arte. Ad affermarlo è la giornalista Giulia Crivelli, autrice e conduttrice del podcast “Animale a chi?” di Radio 24, invitata a sfogliare il libro ispirato a uno dei felini più amati: il gatto
Diceva di voler guardare sempre al futuro, mai al passato. Sosteneva – ed era assai convincente – di non avere rimpianti. Tranne, forse, uno: l’aveva confessato in un’intervista concessa a pochi mesi dalla morte, avvenuta nel febbraio del 2019 a Parigi. Quell’unico rimpianto era di non aver scoperto prima, nella sua lunga, avventurosa e ricchissima vita, il mondo dei gatti. Stiamo parlando di Karl Lagerfeld, tra i creativi più famosi e di maggior successo del secolo scorso e dei primi venti di questo: morì infatti da direttore creativo di Chanel, dopo venticinque anni in quel ruolo. Nel 2011 nella sua vita era entrata Choupette, una gatta che il modello Baptiste Giabiconi gli aveva affidato per le due settimane delle vacanze di Natale. “Kaiser Karl” se ne innamorò a tal punto da non volerla più restituire e la piccola felina (una birmana) fu per otto anni musa, fedele compagna e protagonista di innumerevoli campagne pubblicitarie e persino prodotti del marchio Karl Lagerfeld, dalle t-shirt agli orecchini, alcuni dei quali sono ancora in vendita.
Lagerfeld, bibliofilo dichiarato (aveva fondato anche una casa editrice e aperto una libreria), avrebbe adorato il libro Gatto, un’iniziativa di Phaidon appena pubblicato in Italia da Marsilio Arte, con una gustosa prefazione di Hannah Show e due pagine intitolate “Breve storia del gatto nella cultura visiva”, firmate da Leila Jarboual. A parte questi due interventi scritti e profondamente umani, nelle oltre 230 pagine del volume i protagonisti sono i gatti e gli artisti che li hanno ritratti. C’è quasi da scommettere che se Lagerfeld fosse ancora vivo, sarebbe riuscito a inserire nel libro Choupette, da lui fotografata e ritratta nelle pose più curiose, tra vita quotidiana e set di servizi di moda. Le opere contenute (e descritte, in modo conciso ed efficace) nel libro non seguono un ordine cronologico né sono divise per genere o tecnica. Sono invece un meraviglioso mosaico del mondo felino visto da noi umani: la prima opera è un foulard in seta di Hermès del 1995, disegnato da Christine Henry e a un primo sguardo – prima di leggere la descrizione – potrebbe essere scambiato per un mosaico bizantino (il “titolo” è Cave felem). Le ultime due – ma ovviamente non per importanza – sono una fotografia in bianco e nero di Sohrab Hura datata 2010 e un acrilico su carta di David Shrigley del 2024. In mezzo, disegni, dipinti, altre fotografie e qualche oggetto di design. Non invidiamo chi ha fatto la selezione delle opere, deve essere stato un lavoro certosino. Ma ammiriamo il risultato, perché restituisce il fascino del mondo delle arti visive e il mistero di quello dei gatti, un universo parallelo al nostro che ci porta a interrogarci su noi stessi e – se abbiamo la fortuna di essere artisti – di esprimere la nostra creatività.
Giulia Crivelli
BIO
Nata a Milano nel 1969 da madre tedesca e padre italiano, Giulia Crivelli ha studiato alla Bocconi e lavora al Sole 24 Ore dal 2000. Scrive per il quotidiano e il sito di economia e in particolare segue la filiera del tessile-moda-accessorio e la sezione Viaggi 24 dell’edizione della domenica. Collabora con Radio 24 e ha un sogno: vivere a San Francisco, dove è sempre primavera. Appassionata, oltre che di economia, la scienza triste che triste non è, di globalizzazione e di politica estera, ha una passione per gli animali e la natura. In un’altra vita vorrebbe essere una veterinaria o l’assistente dell’etologa Jane Goodall. In questa si diverte molto a fare la giornalista.
Didascalie:
M.Chat, M. Chat, Bruxelles, 2022. Crediti fotografici: M.Chat. Foto: Ferdinand Feys. Graffiti, dimensioni variabili
Adolph E. Weidhaas, Brünnhilde, 1936. Crediti dell’immagine: Library of Congress, Prints and Photographs Division. Stampa alla gelatina d’argento, 12 × 9 cm
Edie Harper, Spring Creeper, 1980. Crediti dell’immagine: © 1980 Edie Harper. Serigrafia, 20,3 × 40,6 cm
Jodie Niss, Untitled (#2), 2022. Crediti dell’immagine: Jodie Niss. Olio su tavola di legno, 40,3 × 30,5 cm. Collezione privata
Xuan Loc Xuan, Nasturtium Cat, 2023. Crediti dell’immagine: Xuan Loc Xuan. Pittura digitale, 25 × 29 cm (cover photo)
Masahisa Fukase, Senza titolo, da Sasuke, 1977. Crediti dell’immagine: © Masahisa Fukase Archives, per gentile concessione di Atelier EXB. Fotografia, dimensioni variabili
Utagawa Hiroshige II, Gatto bianco che gioca con una cordicella, 1863. Crediti dell’immagine: The Minneapolis Institute of Art. Xilografia, 21,3 × 26,7 cm
Pagina da un trattato sui gatti, XIX secolo. Crediti dell’immagine: Library of Congress, Prints and Photographs Division. Libro a soffietto di 12 fogli, 11,9 × 36,1 cm. British Library, Londra
Lee Sangsoo, Sitting Siamese Cat, 2024. Crediti dell’immagine: Lee Sangsoo. Vernice su resina, 40 × 35 × 26 cm. Collezione privata
Lalique, Scultura, 2021. Crediti dell’immagine: Scultura di gattino Lalique, cristallo color ambra © Lalique SA. Cristallo color ambra, 9,1 × 6,3 × 5,7 cm
Gatto che afferra una quaglia, particolare, dalla Casa del Fauno, Pompei, 180 a.C. circa, mosaico, h. 53 cm, Museo Archeologico Nazionale, Napoli
Bill Traylor, Untitled (Midnight Blue Cat), 1939-42 circa. Crediti dell’immagine: © Bill Traylor Family Inc. – WhosBillTraylor.com: Ricco/Maresca Gallery, pittura a tempera su cartone di recupero, 27,9 × 20,3 cm. Collezione privata
Andy Holden, Cat-tharsis, 2022. Crediti dell’immagine: per gentile concessione di Andy Holden e Charles Moffett, New York. Foto: Thomas Barratt. 90 statuine di gatti e video HD con musica di The Grubby Mitts, 17 min. Collezione privata
La copertina di Gatto, Marsilio Arte, Venezia 2026
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