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da MArte

A Vicenza una trilogia di mostre che celebra lo spirito europeo attraverso l’arte

di Redazione

Si intitola “Ispirazione Europa” il ciclo di mostre al via nella cornice della Basilica Palladiana di Vicenza. Curate da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, le tre esposizioni usano l’incontro e il dialogo come chiavi di lettura delle relazioni culturali che, nell’arco dei secoli, hanno legato l’Italia alla Germania, alla Francia e alla Spagna

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Il 13 novembre 2026 si alzerà il sipario sul primo appuntamento espositivo della trilogia Ispirazione Europa, accolta dalla Basilica Palladiana di Vicenza, curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, promossa dal Comune di Vicenza, realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza.
Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per comprendere la nascita e l’evoluzione dello spirito europeo, oggi sempre più minacciato da conflitti geopolitici feroci e da una dilagante sfiducia nei confronti del dialogo e dell’incontro con l’altro. Proprio questi ultimi strumenti hanno guidato il lavoro curatoriale di Gabriella Belli e Valerio Terraroli, che ci ha spiegato: “In questo momento di gravi difficoltà mondiali, il richiamo alla cultura come strumento di pace, di riflessione, di confronto è il dato più importante. Noi vogliamo parlare a tutte le persone ragionevoli ‒ che possono avere posizioni anche diverse su svariate questioni ‒ e aperte al dialogo e al continuo confronto positivo con l’altro”.
Ispirazione Europa, promossa e organizzata da Marsilio Arte, intreccia dunque le vicende degli artisti con la storia politica e sociale del continente, dando forma a un racconto che attraversa i decenni entro cornici temporali precise. Il capitolo inaugurale della trilogia, dedicato alle relazioni fra Italia e Germania, prende il via alla fine del Settecento e si muove verso il Novecento e la contemporaneità trovando preziosi punti di ancoraggio in alcune date significative e negli eventi a esse collegati, mettendo in luce gli scambi altrettanto importanti fra gli artisti italiani e quelli tedeschi. Si parte dunque con Goethe ‒ “figura emblematica per la cultura europea”, sottolinea Terraroli ‒, il quale sperimentò il viaggio in Italia come “una scoperta di se stessi. L’Italia, visitata per ciò che rappresentava nella memoria collettiva, cioè l’antichità e il Rinascimento, è uno specchio in cui Goethe e tutti gli altri che lo hanno seguito o anticipato in quella fase della cultura illuminista hanno trovato se stessi”, prosegue Terraroli.
Se il 1810 coincide con l’arrivo a Roma dei due artisti tedeschi Franz Pforr e Friedrich Overbeck, fondatori della comunità dei Nazareni, che vede nella pittura quattrocentesca italiana un modello di riferimento, il dialogo si intensifica poi nel solco della Secessione di Monaco e del Simbolismo italiano. “Il ponte che collega al Novecento è il Futurismo”, chiarisce Terraroli: nel 1912 e nel 1913, la galleria Der Sturm a Berlino ospita due storiche mostre alle quali prendono parte anche i futuristi italiani, favorendo il confronto con gli espressionisti tedeschi della Brücke e del Blaue Reiter. Fra le due guerre il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca rivelano numerosi punti di contatto, essendo parimenti custodi delle inquietudini novecentesche. La ricostruzione post bellica passa anche attraverso l’arte e la cavalcata espositiva si lancia all’inseguimento della contemporaneità grazie ai protagonisti che popolano i decenni della seconda metà del Novecento – da Mack a Fontana, da Beuys alle voci dell’Arte Povera, da Vedova a Nitsch fino a Gerhard Richter e Anselm Kiefer, chiudendo il cerchio sull’epoca odierna.
“L’allestimento della Basilica Palladiana sarà organizzato come una sorta di grande viale, con delle sezioni che si aprono lateralmente, insieme alle date in evidenza, che il pubblico potrà percorrere come un cammino”, spiega Terraroli, anticipando che la struttura delle altre due mostre, incentrate rispettivamente sul legame tra Italia e Francia (2027) e tra Italia e Spagna (2028), sarà simile, ma non uguale, identificando ancora una volta date e nuclei temporali utili a chiarire la costruzione e la profondità delle relazioni artistico-culturali fra i due Paesi.

Arianna Testino

INFO
13 novembre 2026 – 2 maggio 2027
Ispirazione Europa. Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer
BASILICA PALLADIANA
Piazza dei Signori, Vicenza
https://www.mostreinbasilica.it/

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