La stagione primaverile è appena cominciata, ma sono numerose le mostre che affollano il palinsesto espositivo di marzo e delle prime giornate di aprile. Qui ve ne proponiamo alcune, in tre città diverse
TRAGICOMICA AL MAXXI DI ROMA
È firmata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi la curatela della mostra Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, in arrivo al MAXXI di Roma il 2 aprile 2026.
Individuando nell’ironia e nell’autoironia un tratto peculiare della tradizione italiana, la rassegna – il cui titolo si ispira ai contenuti del saggio Comedìa di Giorgio Agamben ‒ offre una rilettura multidisciplinare della storia creativa nostrana dal dopoguerra in avanti. Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti, Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Lucio Fontana, Chiara Fumai e Paola Pivi sono alcuni degli oltre centoquaranta protagonisti di un’esposizione, frutto della collaborazione con il Centre d’Art Contemporain Genève, nella quale confluiscono rimandi al cinema, all’arte visiva, al teatro, alla filosofia e alla letteratura. La mostra è accompagnata da un public program che conta sulla curatela di Andrea Cortellessa per gli incontri con scrittori e poeti e di Davide Oberto per la sezione cinematografica, mentre Annalisa Sacchi terrà una lezione dedicata alla storia della performance italiana e la lecture della filosofa Antonella Moscati, introdotta da Elettra Stimilli, approfondirà temi come i rapporti familiari, il linguaggio medico, l’identità e il corpo.
INFO
Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi
2 aprile – 20 settembre 2026
MAXXI MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
Via Guido Reni 4 A, Roma
https://www.maxxi.art
Paola Pivi, Senza titolo (asino), 2003. Photo Hugo Glendinning. Courtesy Massimo De Carlo and Collezione Giuseppe Iannaccone (cover photo)
MARK ROTHKO A FIRENZE
Dal 14 marzo 2026 il pubblico può finalmente ammirare le oltre settanta opere di Mark Rothko – alcune delle quali mai presentate in Italia ‒ riunite fra le sale di Palazzo Strozzi nell’ambito della mostra Rothko a Firenze, curata dal figlio dell’artista, Christopher Rothko, e da Elena Geuna. Fin dal titolo, la rassegna – una delle più ampie mai dedicate al pittore – definisce il terreno nel quale affonda le radici: il legame fra Rothko e la città toscana e l’influenza esercitata sulla sua pratica dal linguaggio di Beato Angelico e dall’architettura del Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, visitato per la prima volta nel 1950 così come il Museo di San Marco. Non è dunque un caso che anche queste due sedi accolgano alcuni capolavori dell’artista, rafforzando il dialogo tra la sua esperienza creativa e l’eredità della tradizione fiorentina. A Palazzo Strozzi il racconto espositivo si muove lungo una linea cronologica, definendo il percorso di Rothko verso l’astrazione, mentre al Museo di San Marco cinque sue opere sono allestite in altrettante celle affrescate da Beato Angelico e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana due lavori interagiscono visivamente con lo spazio progettato da Michelangelo.
INFO
Rothko a Firenze
fino al 23 agosto 2026
PALAZZO STROZZI
Piazza Strozzi, Firenze
MUSEO DI SAN MARCO
Piazza San Marco 3, Firenze
VESTIBOLO DELLA BIBLIOTECA MEDICEA LAURENZIANA
Piazza San Lorenzo 9, Firenze
https://www.palazzostrozzi.org/
LE MOSTRE DI PALAZZO GRASSI E PUNTA DELLA DOGANA A VENEZIA
Oltre alla mostra che la Casa dei Tre Oci dedica a Joseph Kosuth, a marzo i riflettori veneziani sono puntati sull’inaugurazione del nuovo palinsesto espositivo di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, sedi lagunari della Pinault Collection, pronte ad accogliere quattro personalità di spicco della scena contemporanea.
Più di centocinquanta opere storiche e recenti di Michael Armitage trovano spazio negli ambienti di Palazzo Grassi, con la curatela di Jean-Marie Gallais in collaborazione con Hans Ulrich Obrist per il catalogo, Caroline Bourgeois e Michelle Mlati. La pittura dell’artista keniota-britannico, combinando figurazione e astrazione, indaga i concetti di memoria, identità e spiritualità, senza paura di affrontare le urgenze e la drammaticità dell’epoca attuale. Dipinti a olio su un tessuto derivante dalla corteccia di alberi – nel solco delle tradizioni di Uganda e Indonesia ‒, gli interventi di Armitage sono l’esito di un processo di stratificazione che trae linfa dal disegno.
Il secondo piano di Palazzo Grassi è invece “abitato” dalle due installazioni multimediali di Amar Kanwar, regista e artista impegnato in una indagine sulla storia contemporanea dell’Asia meridionale. Concepita da Jean-Marie Gallais, la mostra trova il proprio fulcro in The Torn First Pages (2004-2008) e in The Peacock’s Graveyard (2023), che invitano il pubblico a interrogarsi sul senso di giustizia e ingiustizia radicato nell’esistenza umana, attingendo da eventi concreti come ad esempio la lotta per la democrazia in Birmania.
La pittura torna al centro della scena grazie alla personale di Lorna Simpson curata da Emma Lavigne nella cornice di Punta della Dogana. Realizzata in partnership con il Metropolitan Museum of Art di New York, ospite, nel 2025, della versione intitolata Source Notes e curata da Loren Rosati, la mostra affianca circa cinquanta opere – fra dipinti, sculture, collage, installazioni e un film – in prestito da raccolte private, istituzioni internazionali e dallo studio dell’artista, e alcune opere inedite, create per questa occasione. Organizzati intorno a tre nuclei, i lavori restituiscono una lettura critica del presente, evidenziando il peso degli stereotipi e l’importanza della memoria collettiva.
Curata da Fernanda Brenner, la mostra di Paulo Nazareth completa l’offerta espositiva di Punta della Dogana: al primo piano, infatti, lo sguardo si muove fra gli interventi dell’artista brasiliano – incluso un nucleo di opere inedite ‒ seguendo una linea temporale che si estende lungo due decenni. Osservando le frantumazioni della storia, Nazareth svela gli effetti della violenza razziale e coloniale e trova nella pratica della camminata lo strumento per far dialogare geografie e prospettive diverse.
INFO
Michael Armitage. The Promise of Change
Amar Kanwar. Co-travellers
29 marzo 2026 ‒ 10 gennaio 2027
PALAZZO GRASSI
Campo San Samuele 3231, Venezia
Lorna Simpson. Third Person
Paulo Nazareth. Algebra
29 marzo ‒ 22 novembre 2026
PUNTA DELLA DOGANA
Dorsoduro 2, Venezia
https://www.pinaultcollection.com/palazzograssi/it
Didascalie:
Michael Armitage, Dandora (Xala, Musicians), 2022. Pinault Collection © Michael Armitage Photo: © White Cube (David Westwood)
Amar Kanwar, The Peacock’s Graveyard, 2023 (still). Pinault Collection. Installazione video digitale, 7 schermi, dimensioni variabili, 28 minuti e 16 secondi (sincronizzata, in loop), edizione di 6 esemplari
Lorna Simpson, Head on Ice #3, 2016. Inchiostro e serigrafia su fibra di vetro preparata con gesso, 170.2 x 127 cm (67 x 50 in.) The Modern Art Museum of Fort Worth, Gift of the Director’s Council and Museum purchase, 2017 © Lorna Simpson; courtesy the artist and Hauser & Wirth; photo by James Wang
Paulo Nazareth, Nice, 2017. Pinault Collection. Matita su carta, pietra e sneakers, 23 x 61 x 45 cm (9 1/16 x 24 x 17 11/16 in.) © Paulo Nazareth
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