Una monografia dedicata all’artista italiana Benni Bosetto, in occasione della sua prima grande mostra personale in un’istituzione.
Tra le artiste più significative della sua generazione, Benni Bosetto (nata nel 1987 a Merate; vive e lavora a Milano) si muove con naturalezza tra disegno, scultura, installazione e performance, per riflettere sull’esperienza umana e sulle questioni identitarie. Inteso come strumento attivo di relazione con il mondo, il corpo è al centro del lavoro di Bosetto. Desiderio, sessualità, presenza e vulnerabilità emergono come ambiti di ricerca, coltivando quella che l’artista definisce una “forma di resistenza” a come il corpo viene abitualmente concepito.
Bosetto trasforma lo spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca in una casa-creatura: un organismo pulsante, articolato in ambienti distinti ma strettamente connessi tra loro. La mostra indaga il senso dell’abitare, della soglia come luogo di passaggio e dell’intimità esposta allo sguardo pubblico, interrogando al contempo la natura stessa dello spazio condiviso. Ad accompagnare il progetto espositivo, una monografia approfondita, con contributi di importanti critici e studiosi internazionali.
Nel volume troviamo un saggio di Milovan Farronato, dedicato ai riferimenti teorici che nutrono la ricerca di Bosetto e all’esplorazione del “campo magnetico” creato dall’artista, in cui gli opposti coesistono creando un ritmo che ne scandisce la “leggerezza strutturale”. Uno degli elementi su cui Farronato insiste, centrale e ripreso dagli autori degli altri contributi, è la partecipazione del visitatore alla mostra come componente integrante di una “biologia dell’immaginazione che trasforma la casa in un corpo condiviso e il corpo in una casa infestata sempre in divenire”.
Una conversazione con la curatrice della mostra Fiammetta Griccioli offre uno sguardo ravvicinato sul progetto pensato per Pirelli HangarBicocca. In un delicato dialogo scandito da domande e riflessioni, l’artista ci regala una chiave di lettura iconica: la xenophora, un piccolo mollusco che, nel costruire la propria casa con detriti provenienti dall’esterno, crea “una composizione armonica di errori, scarti, sbagli”.
Chus Martínez identifica riferimenti letterari di cui è nutrito il lavoro di Bosetto e sottolinea come la sua pratica sia ispirata all’idea di una “architettura posseduta, capace di intrattenere un rapporto fisico e psicologico con i corpi e le menti che la abitano”. Il testo di Caterina Molteni ripercorre l’evoluzione del percorso artistico di Bosetto sin dagli esordi, alla luce dei concetti di ritualità, performance artistica e daydreaming; concetto quest’ultimo ripreso anche da Giulia Civardi che, tra confronti letterari e riferimenti critici, ci racconta il “rinnovamento psichico” generato dalle creazioni della poliedrica artista. Marianna Vecellio contribuisce con un approfondimento sull’installazione performativa Tango (II version), mentre Evelyn Simons porta avanti una riflessione “sulla vita generata dall’ornamento” – il quale, ci dice, “è una “materializzazione del tempo” –, per poi ampliarla all’estetica queer e al disegno in quanto “pratica generativa”.
35,00 €