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da MArte

Sul confine sfumato tra design e arte. I talk di Art for Tomorrow a Milano

di Redazione

Il 14 aprile 2026 l’Acquario Civico di Milano ha ospitato “Art for Tomorrow Talks”, l’iniziativa organizzata da The Democracy & Culture Foundation. A prendere la parola sono stati Stefano Boeri, Chris Levine, Tim Marlow, Otobong Nkanga, Cloe Piccoli, moderati dalla giornalista Farah Nayeri

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Dopo aver accolto il simposio Art for Tomorrow nel 2025, Milano ha rinnovato il supporto alle iniziative promosse da The Democracy & Culture Foundation: lo scorso 14 aprile, infatti, l’Acquario Civico ha fatto da cornice ad Art for Tomorrow Talks, offrendo la possibilità di ascoltare le riflessioni di alcune voci della scena culturale italiana e internazionale.
A inaugurare la sessione pomeridiana di dialoghi sono stati l’architetto Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, l’artista Chris Levine, il direttore del Design Museum di Londra Tim Marlow e la curatrice Cloe Piccoli, invitati dalla giornalista del New York Times Farah Nayeri a interrogarsi sul confine sfumato che separa design e arte.
Funzione, simbolo, oggetto, processo creativo, intenzionalità, contesto sono stati alcuni dei temi che i protagonisti del panel hanno affrontato, ribadendo le diversità tra i due ambiti. Se per Boeri il design, a differenza dell’arte, segue un processo logico, e la rara trasformazione di un oggetto di design in arte non è mai intenzionale, per Marlow il design è, a differenza dell’arte, una questione di problem solving e il contesto gioca un ruolo essenziale nella definizione di arte e design, intesi come territori distinti. La natura dell’arte e del design e il contesto nel quale operano sono diversi anche per Piccoli che, senza riconoscere la necessità di stabilire una rigida distinzione fra i due settori, esorta a superare l’approccio object-based e a considerare come medium anche la performance, il processo e l’azione, tanto nell’arte quanto nel design.
La transizione da designer ad artista, per Chris Levine, ha il suo fulcro nell’opera Queen Elizabeth II (‘Lightness of Being’), il ritratto realizzato nel 2008 e conservato presso la National Portrait Gallery di Londra. Un’esperienza che ha impresso una svolta alla carriera di Levine.
Un’altra artista, Otobong Nkanga, ha concluso il ciclo di conversazioni di Art for Tomorrow Talks, intrecciando con la giornalista Farah Nayeri un denso dialogo incentrato sulle motivazioni che hanno determinato il suo essere artista, sul valore delle radici – geografiche e culturali – e sull’urgenza di porsi domande in merito all’uso che si fa del proprio potere e della propria visibilità in un mondo dominato dalla disuguaglianza.

https://www.artfortomorrow.org/

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