Un racconto per saggi critici, documenti e immagini del vetro muranese alla Biennale di Venezia negli anni del boom economico.
Il catalogo, curato da Marino Barovier, illustra le opere esposte dalle vetrerie muranesi nelle edizioni della Biennale di Venezia dal 1948 al 1958. Nato da un’iniziativa congiunta di Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung, con la partecipazione dell’Istituto di Storia dell’Arte e del Centro Studi del Vetro, il volume documenta la mostra allestita presso Le Stanze del Vetro (Isola di San Giorgio Maggiore) in occasione della 61a edizione della Biennale di Venezia, per presentare l’evoluzione dell’arte vetraria di Murano durante un decennio estremamente significativo per la sua storia.
L’inizio di questo fulgido periodo segna la ripresa dell’attività della Biennale nel secondo dopoguerra, e testimonia la rinnovata vitalità della produzione muranese attraverso i lavori di alcune vetrerie storiche, insieme ad altre di recente costituzione e ad artisti che espongono a titolo personale. Il decennio 1948-1958 rappresenta per Murano una stagione eccezionalmente fertile, in sintonia con il fervore che anima i diversi settori delle arti applicate, grazie al boom economico e alla diffusione della cultura del design. Il padiglione Venezia ai Giardini della Biennale si configura come uno spazio dedicato alle arti decorative in cui le vetrerie mostrano al pubblico la loro produzione migliore, realizzata per l’occasione e selezionata da un comitato di esperti. Alcune tra le più note vetrerie presentano opere di altissima qualità, superando, per dirla con le parole di Renata Codello, segretario generale della Fondazione Giorgio Cini, “i confini dell’artigianato per affermarsi come autentiche creazioni artistiche”, in dialogo con il design coevo. Nel corso degli anni Cinquanta la Biennale diventa un “osservatorio privilegiato delle trasformazioni in atto” e Venezia “seppe farsi laboratorio internazionale” nel contesto del dopoguerra, in un decennio che non solo imponeva la ricostruzione delle città, ma anche delle coscienze.
Frutto di minuziose ricerche documentaristiche e d’archivio e del confronto incrociato tra le fonti, il catalogo è suddiviso in sei capitoli corrispondenti alle diverse edizioni della Biennale al centro del volume. Ognuno presenta una nota introduttiva e una sezione dedicata al materiale documentale, organizzato per vetrerie, e un elenco completo delle opere proposte. Infine, un ricco repertorio di tavole fotografiche delle opere selezionate per la mostra, corredate da relative schede tecniche e da apparati supplementari.
I saggi forniscono una panoramica di questa specifica evoluzione storica e artistica dell’arte vetraria. Se Marino Barovier sviluppa il tema del dialogo tra tradizione e sperimentazione, attraverso la cronistoria di un decennio vivacemente creativo, Carla Sonego si concentra sull’“eccezionalità” della mostra del vetro muranese esposta alla XXIV edizione della Biennale. Cristina Beltrami si sofferma invece sulla componente materica del vetro, “che comincia ad essere considerato come un materiale della scultura, nelle sue declinazioni più contemporanee e sperimentali”, mentre Massimo Martignoni indaga il “rapporto tra arte vetraria di Murano e design durante lo sviluppo della società di massa”, in riferimento al contesto storico e alle aspettative verso “un prodotto scevro di fini pratici”.
70 €