Parole

da MArte

Le mostre da vedere a Venezia durante la Biennale Arte 2026

di Redazione

Manca ormai pochissimo all’’inaugurazione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026, e le mostre da non perdere in concomitanza con l’avvio della rassegna sono davvero tante

Condividi su

PROTOCOL ART E CEAL FLOYER A PALAZZO DIEDO
Si intitola Strange Rules e troverà spazio a Palazzo Diedo, sede veneziana di Berggruen Arts & Culture, l’iniziativa che supera i limiti del format espositivo per esplorare l’idea di Protocol Art, la pratica artistica che mette in evidenza le regole, i sistemi e le strutture alla base della produzione, distribuzione e percezione della cultura nell’epoca digitale. Algoritmi, modelli di intelligenza artificiale, infrastrutture tecnologiche e protocolli informatici sono quindi il fulcro del progetto interdisciplinare ideato da Mat Dryhurst, Holly Herndon, Hans Ulrich Obrist e curato in collaborazione con Adriana Rispoli. L’opera inedita commissionata a Mat Dryhurst e Holly Herndon in collaborazione con lo studio SUB, allestita al piano terra dell’edificio, contribuirà a trasformare questo spazio in un hub riservato a interventi temporanei ‒ performance, conferenze, proiezioni e produzioni di podcast –, incentivando il coinvolgimento dei visitatori. Il primo piano, invece, accoglierà alcune installazioni site-specific e una selezione di opere video nel solco dei temi della Protocol Art.
In parallelo andrà in scena la mostra Unfinished, curata da Ann Gallagher e Jonathan Watkins e dedicata all’opera di Ceal Floyer, l’artista britannica scomparsa nel dicembre 2025. Un’occasione per ripercorrerne la carriera grazie a opere che affiancano video, fotografia, readymade, installazioni sonore, sculture e forniscono una nuova interpretazione della quotidianità, spesso ricorrendo all’ironia.

INFO
Strange Rules
Unfinished
4 maggio – 22 novembre 2026
PALAZZO DIEDO
Cannaregio 2386, Venezia
https://berggruenarts.org/

Trevor Paglen. Voyager, 2026. Script audio ipnotici, software di biofeedback, sensore di polso, cabina insonorizzata, cuffie, dimensioni variabili. Photo by Trevor Paglen, copyright Trevor Paglen. Courtesy dell’artista e Jessica Silverman Gallery, San Francisco e Pace Gallery, New York

MARINA ABRAMOVIĆ ALLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA
Marina Abramović: Transforming Energy è il titolo della mostra che per la prima volta le Gallerie dell’Accademia dedicano a un’artista donna vivente. Curata da Shai Baitel, la monografica celebra l’ottantesimo compleanno di Marina Abramović e prende forma sia nelle sale della collezione permanente sia negli spazi delle mostre temporanee, introducendo una ulteriore novità e stabilendo una relazione diretta fra passato e presente. Opere storiche come Imponderabilia (1977), Rhythm 0 (1974), Light/Dark (1977), Balkan Baroque (1997) e Carrying the Skeleton (2008) sono affiancate a proiezioni di performance ormai iconiche e a nuovi interventi realizzati per l’occasione. Arricchisce la mostra il dialogo fra Pietà (with Ulay) (1983) e la Pietà di Tiziano (1575-76, circa), il lavoro incompiuto portato a termine da Palma il Giovane.

INFO
Marina Abramović: Transforming Energy
6 maggio – 19 ottobre 2026
GALLERIE DELL’ACCADEMIA
Campo della Carità, Dorsoduro 1050, Venezia
https://www.gallerieaccademia.it/

Transforming Energy di Marina Abramović al Modern Art Museum (MAM) Shanghai; Credit: Yu Jieyu

GLI ESORDI LONDINESI DI PEGGY GUGGENHEIM
L’esperienza londinese di Peggy Guggenheim è il fulcro della mostra curata da Gražina Subelytė e Simon Grant negli ambienti della Collezione Peggy Guggenheim. A spiccare è il ruolo che Guggenheim Jeune, la galleria fondata a Londra dalla mecenate e attiva fra il 1938 e il 1939, svolse sulla scena internazionale, dando risalto all’opera di Peggy Guggenheim nella promozione di artisti d’avanguardia. In poco più di un anno la galleria ospitò oltre venti mostre, inclusa la prima personale nel Regno Unito di Vasily Kandinsky: un centinaio di lavori legati a tali mostre pioneristiche sono oggi riuniti in occasione della rassegna e affiancano interventi coevi e opere poi entrate nella raccolta di Peggy Guggenheim.

INFO
Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
25 aprile ‒ 19 ottobre 2026
COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701, Venezia
https://www.guggenheim-venice.it/

Vasily Kandinsky (1866-1944) Curva dominante (Dominant Curve). Aprile 1936. Olio su tela, 129,2 x 194,3 cm. Museo Solomon R. Guggenheim, New York, (Solomon R. Guggenheim Founding Collection)

GEORG BASELITZ ALLA FONDAZIONE GIORGIO CINI E DAVID SALLE ALLA GALLERIA DI PALAZZO CINI
Luca Massimo Barbero firma la curatela delle mostre allestite negli ambienti della Fondazione Giorgio Cini e della Galleria di Palazzo Cini, realizzate in partnership con la galleria Thaddaeus Ropac. Intitolata a Georg Baselitz, la personale in programma sull’isola di San Giorgio Maggiore raccoglie una serie di nuove opere dell’artista tedesco, accomunate dal dialogo visivo che si instaura tra il fondo dorato della tela e le figure delimitate da linee nette, a riprova dell’instancabile desiderio di sperimentare che muove le scelte creative di Baselitz.
La Galleria di Palazzo Cini, nel sestiere di Dorsoduro, fa invece da sfondo alla prima mostra personale veneziana di David Salle, il quale utilizza l’intelligenza artificiale come strumento per dare nuovo impulso alla sua pratica pittorica, senza tuttavia snaturarne le caratteristiche, anzi, esaltandone le peculiarità a partire dallo storico ciclo dei Tapestry Paintings, datato fra il 1989 e il 1991.

INFO
Georg Baselitz. Eroi d’Oro
5 maggio ‒ 27 settembre 2026
FONDAZIONE GIORGIO CINI
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
https://www.cini.it/

Painting in the Present Tense
6 maggio – 27 settembre 2026
LA GALLERIA DI PALAZZO CINI
Dorsoduro 864, Campo San Vio, Venezia
https://www.palazzocini.it/

Didascalie:

Georg Baselitz, Hält sich in der Mitte auf, 2025. Olio e pittura dorata su tela, 300 x 215 cm. GB/M 2025.09.23. Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul © Georg Baselitz Photo: Stefan Altenburger

David Salle, Yellow Shawl, 2025-2026. Olio, acrilico, Flashe e carboncino su stampa UV d’archivio su tela di lino. Immagine 152.4 x 195.6 cm (60 x 77 in). Cornice 164.5 x 207.7 x 7 cm (64.76x 81.77 x 2.76 in).  © David Salle / ARS New York. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery,London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: John Berens

IL VETRO DI MURANO E LA BIENNALE DI VENEZIA ALLE STANZE DEL VETRO
Le Stanze del Vetro, sull’isola di San Giorgio Maggiore, hanno inaugurato il terzo capitolo del ciclo espositivo incentrato sulla presenza del vetro muranese alla Biennale di Venezia. Stavolta la rassegna, curata da Marino Barovier, prende in esame il decennio incluso fra il 1948 e il 1958, un’epoca cruciale che segna il ritorno dell’arte vetraria nella kermesse lagunare dopo il secondo conflitto mondiale. Oltre centossessanta opere descrivono una stagione di grande fermento, durante la quale il vetro guadagnò sempre più visibilità all’interno del padiglione Venezia fino alla Mostra del vetro muranese del 1952.

INFO
1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia
fino al 22 novembre 2026
LE STANZE DEL VETRO
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
https://lestanzedelvetro.org/

1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia, installation view, Le Stanze del Vetro, Venezia 2026. Photo Enrico Fiorese (cover photo)

LA SCULTURA DI BARRY X BALL NELLA BASILICA DI SAN GIORGIO MAGGIORE
Tecnologie digitali e tecniche artigianali si mescolano nel linguaggio artistico di Barry X Ball, protagonista della mostra, curata da Bob Nickas, che raccoglie ventitré opere dell’artista – molte delle quali esposte per la prima volta – negli ambienti monumentali della Basilica di San Giorgio Maggiore, sull’isola omonima. Appartenenti a cinque diverse serie, i lavori mettono in luce la capacità di Barry X Ball di misurarsi con i capolavori della storia utilizzando materiali innovativi.

INFO
Barry X Ball. The Shape of Time
9 maggio – 22 novembre 2026
BASILICA DI SAN GIORGIO MAGGIORE
Isola di San Giorgio Maggiore
https://www.abbaziasangiorgio.it/progetti-culturali/

Barry X Ball, Saint Bartholomew Flayed. Credits: Barry X Ball Studio

30 YEARS. THE WILD HORSES OF SABLE ISLAND DI ROBERTO DUTESCO ALLE STANZE DELLA FOTOGRAFIA
Promossa dalla Fondazione IAMWILD e curata da Denis Curti, la mostra THE WILD HORSES OF SABLE ISLAND: Survival and Fragility in a Changing World offre al pubblico delle Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, una selezione di scatti del fotografo e regista Roberto Dutesco. Origine e fragilità, adattamento e sopravvivenza, resilienza e futuro costituiscono i tre nuclei tematici dell’esposizione, che si sviluppa in altrettante sale e ripercorre la carriera trentennale di Dutesco. I trentasei scatti in grande formato, in bianco e nero e a colori, la parete “Film Noir” composta da ventiquattro vignette in movimento e vari cortometraggi pongono l’attenzione sulla necessità di salvaguardare un ecosistema sempre più fragile.

INFO
THE WILD HORSES OF SABLE ISLAND: Survival and Fragility in a Changing World
fino al 5 luglio 2026
LE STANZE DELLA FOTOGRAFIA
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
https://www.lestanzedellafotografia.it

Roberto Dutesco, Love

L’INSTALLAZIONE CINETICA LUMINOSA DI DRIFT SUL CANAL GRANDE
DRIFT, lo studio fondato dagli artisti olandesi Lonneke Gordijn e Ralph Nauta nel 2007, approda a Venezia con Shy Society, l’installazione site-specific che prenderà forma sulla facciata di Palazzo Balbi, fra la Collezione Peggy Guggenheim e il Ponte dell’Accademia. Visibile dalla sommità di quest’ultimo e dall’acqua, l’intervento aggiunge un nuovo tassello al progetto Shylight, esposto anche a Palazzo Strozzi, a Firenze, nel 2024. Grazie all’impiego di alluminio, acciaio inossidabile lucido, seta, LED e componenti robotici, Shy Society simula il movimento di apertura e chiusura dei fiori, combinando arte, natura e tecnologia.

INFO
Shy Society
3 – 10 maggio 2026
PALAZZO BALBI – CANAL GRANDE
https://studiodrift.com/

DRIFT, Shy Society, Venezia. Render. Courtesy of DRIFT

LA PITTURA DI AMOAKO BOAFO AL MUSEO DI PALAZZO GRIMANI
Il Museo di Palazzo Grimani si prepara ad accogliere la prima mostra personale in Italia dell’artista ghanese Amoako Boafo, prodotta da Gagosian e realizzata in collaborazione con il museo veneziano, che rinnova così il proprio impegno nella promozione dell’arte del nostro tempo. Scegliendo la ritrattistica, Boafo approfondisce, attraverso la pittura, il tema dell’identità in relazione alla cultura africana e alla sua diaspora, stabilendo in questa occasione un dialogo con la tradizione artistica veneziana e con l’architettura dello storico Palazzo Grimani attraverso una serie di nuove opere.

INFO
Amoako Boafo. It doesn’t have to always make sense
6 maggio – 22 novembre 2026
MUSEO DI PALAZZO GRIMANI
Ramo Grimani, Castello 4858, Venezia
https://museiveneto.cultura.gov.it/musei/museo-di-palazzo-grimani

Amoako Boafo, Two Faces, 2021-25. Olio e ricamo su tela, 70 3/4 x 59 inches (180 x 150 cm) © Amoako Boafo, Photo: Nii Odzenma. Courtesy the artist and Gagosian

Articoli correlati

Iscriviti, la nostra newsletter ti aspetta!

Iscriviti subito per rimanere aggiornato su mostre, eventi, artisti, libri.

Registrandoti confermi di accettare la nostra privacy policy.