L’attualissimo legame fra arte e tecnologia è al centro dell’iniziativa promossa da Palazzo Diedo, sede veneziana di Berggruen Arts & Culture. Una mostra viva e in costante evoluzione, che si interroga, insieme ad artisti, pubblico e curatori, sulle regole alla base della produzione culturale
È un esperimento senza precedenti la mostra, intitolata Strange Rules, che fino al 22 novembre 2026 interagisce con gli ambienti veneziani di Palazzo Diedo, sede di Berggruen Arts & Culture. Ideato da Mat Dryhurst, Holly Herndon e Hans Ulrich Obrist e curato in collaborazione con Adriana Rispoli, il progetto è un laboratorio di ricerca sulla Protocol Art, una pratica che analizza e trasforma in materiale artistico i modelli di intelligenza artificiale, gli algoritmi, i protocolli informatici e le infrastrutture tecnologiche. Le regole, insomma, che plasmano la produzione, la distribuzione e la percezione della cultura nell’epoca digitale.
Ecco cosa ci hanno raccontato gli ideatori e curatori di Strange Rules, che riunisce gli interventi di Mat Dryhurst, Holly Herndon, Michael Levin, Joshua Citarella, New Models (Caroline Busta e Julian Wadsworth), Ken Stanley, Agnieszka Kurant, Trevor Paglen, Fabien Giraud, Ho Tzu Nyen, Simon Denny, Venkatesh Rao, Stephanie Dinkins, Avery Singer, Lawrence Abu Hamdan, Philippe Parreno, Lorenzo Senni, Primavera De Filippi, Ayoung Kim, Terra0 (Paul Kolling e Paul Seidler), Lynn Hershman Leeson, He Zike, studio SUB.
Cover photo e video di Matteo Catania © Hubove Studio
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